Spunta l’ipotesi di nessun candidato premier ma un nome di garanzia, poi ci penserà Mattarella. Servirebbe un passo indietro di Schlein e Conte. Il pressing su Silvia SalisLe primarie non sono l’unica via per scegliere il candidato premier del campo largo. Se la legge lo imporrà, si può indicare «un garante. Una figura autorevole che ci rappresenta tutti, non un premier». La pensata, consegnata al Foglio, è di Alessandro Onorato, assessore di Roma e aspirante leader centrista. Ma è un’idea così affilata che non sembra farina del suo sacco. «Non sarebbe un nome finto», spiega, «per la Costituzione l’indicazione del premier spetta al Colle. Noi allora indicheremmo Daniela PreziosiCronista politica e poi inviata parlamentare del Manifesto, segue dagli anni Novanta le vicende della politica italiana e della sinistra. È stata conduttrice radiofonica per Radio2, è autrice di documentari, è laureata in Lettere con una tesi sull'editoria femminista degli anni Settanta. Nata a Viterbo, vive a Roma, ha un figlio.