Nell'istanza presentata dall'avvocato della 22enne audio ripuliti che dimostrerebbero la «totale alterazione psicofisica» della ragazza

Una nuova consulenza tecnica sui file audio e video, ottenuta attraverso l’eliminazione dei cosiddetti «rumori di fondo», dimostrerebbe «in modo inoppugnabile» che la 22enne che denunciò Leonardo Apache La Russa, figlio del presidente del Senato, e l’amico Tommaso Gilardoni di aver subito una violenza sessuale si trovava, al momento dei rapporti, in uno stato di «totale alterazione psicofisica», tale da renderla incapace di comprendere quanto stesse accadendo e di esprimere un consenso valido. Lo sostiene l’avvocato Stefano Benvenuto, legale della giovane. Sulla base della nuova analisi scientifica del materiale audio-video, il difensore ha depositato un’istanza con cui chiede alla Procura di Milano di domandare al giudice per le indagini preliminari la riapertura dell’inchiesta.

Il procedimento era stato archiviato nell’ottobre 2025 dalla gip Rossana Mongiardo, su richiesta dell’aggiunta Letizia Mannella e della pm Rosaria Stagnaro, con il venir meno delle accuse nei confronti dei due giovani. Secondo l’istanza del legale della 22enne però sarebbero emerse «nuove fonti di prova» in grado di giustificare la riapertura del fascicolo. In particolare, la consulenza confermerebbe uno «stato di blackout neurologico» in cui si sarebbe trovata la ragazza, provocato dal mix di sostanze rilevate nei successivi esami medici e testimoniato anche dalla completa amnesia manifestata poco dopo i fatti.