Anche se può sembrare eccessivo il Codice della Strada (CdS) affronta la gestione delle emergenze meteo e dei danni ai cristalli con norme rigide per tutelare la sicurezza di tutti gli utenti della strada, fatte salve situazioni di reale rischio o condizioni che gli agenti possono valutare singolarmente. E' il caso, ad esempio, della sosta in emergenza sotto ai ponti autostradali o delle strade a scorrimento veloce. L'articolo 158 del CdS vieta esplicitamente la sosta e la fermata nei sottovia e sotto i ponti, anche se cade la grandine. Sulle autostrade o le strade extraurbane principali, la violazione dell'articolo 176 comporta sanzioni severe e la perdita di punti. La multa va da un minimo di 42 a un massimo di 173 euro, con una riduzione - da 25 a 100 euro - per le due ruote. La legge affronta genericamente questa situazione perché "la grandine non costituisce un motivo di forza maggiore che giustifichi la sosta d'emergenza. Fermarsi sotto i ponti, sottolineano le forze di Polizia, blocca la visibilità e il flusso del traffico in condizioni di asfalto scivoloso, creando il rischio concreto di tamponamenti a catena che possono essere catastrofici". Le dichiarazioni pubbliche di massimi esperti della sicurezza stradale — tra cui dirigenti della Polizia Stradale, esponenti di Autostrade per l'Italia (ASPI) e consulenti del settore assicurativo — confermano all'unanimità che fermarsi sotto i ponti o i cavalcavia in autostrada è uno dei comportamenti più pericolosi in assoluto, anche in caso di maltempo. Nelle comunicazioni congiunte diffuse sul tema del maltempo estivo, Polizia Stradale e ASPI ribadiscono costantemente che il panico fa più danni della grandine stessa. Quando un gruppo di auto si inchioda improvvisamente sotto un ponte per salvare la carrozzeria - viene sottolineato - si crea un effetto 'imbuto' con il rischio di innescare maxi-tamponamenti a catena, con conseguenze spesso gravi. Dagli Stati Uniti arriva una importante precisazione dell'American Automobile Association (AAA) sul problema della grandine dal punto di vista della fisica e della dinamica del veicolo. Gli esperti spiegano che rallentare riduce l'impatto distruttivo del chicco di grandine sul parabrezza (che è la somma della velocità di caduta della grandine + la velocità dell'auto). Muoversi a 50 o meglio 30 km/h riduce drasticamente l'energia cinetica dell'impatto, e questo può evitare che il parabrezza venga sfondato. Infatti l'energia cinetica scatenata dall'impatto di un singolo chicco di grandine da 5 cm contro il veicolo in movimento è pari a 28.,55 Joule procedendo a 30 km/h, sale a 32,19 a 50 all'ora per arrivare a ben 49,23 Joule quando si viaggia a 100. In emergenza è anche utile per non far cedere i vetri - dopo essersi fermati in un luogo sicuro - staccare i tappetini dell'auto o il rivestimento del bagagliaio e posizionarli sul parabrezza. Ma vediamo un aspetto spesso trascurato del 'dopo tempesta' che può aggiungere al danno la beffa. Circolare con i vetri rotti anche solo per andare fino al carrozziere è vietato dall'articolo 79 del CdS. Questa norma impone che i veicoli in circolazione siano in condizioni di massima efficienza e quindi compiere un tragitto per quanto breve con i cristalli danneggiati comporta una multa che varia da 87 a 344 euro. Se l'infrazione viene rilevata in autostrada, si applica l'articolo 175 con un'ulteriore sanzione e la decurtazione di punti dalla patente. Gli agenti possono ordinare il fermo del veicolo. Per raggiungere il carrozziere in totale legalità occorre dunque richiedere un carro attrezzi oppure - se si è rientrati a casa - usufruire del servizio di riparazione a domicilio offerto da molti centri specializzati. Come se non bastasse risulta totalmente illegale (articolo 79 del Codice della Strada, integrato dall'Articolo 237 del Regolamento di Attuazione) sostituire un vetro rotto con fogli di plastica, cellophane o plexiglass durante la circolazione. Su strade urbane ed extraurbane ordinarie la multa varia da 87 a 344 euro mentre in autostrada si applica anche l'articolo 175 (circolazione con veicolo in condizioni di pericolo) che aggiunge un'ulteriore sanzione da 45 a 168 euro e la decurtazione di 2 punti dalla patente. Come mettersi a riparo da questi rischi? Le applicazioni dell'Ai e i sistemi di previsione del meteo e di geolocalizzazione sono oggi in grado di avvertire l'utente con un adeguato preavviso (circa 15 minuti) rispetto all'imminente arrivo della grandinata. Diverse App, tra cui AllertaMeteo della Protezione Civile, fit2you e 3B Meteo, hanno questa funzione specifica che si basa su dati realmente osservati dai radar meteorologici. Una volta identificato il rischio di grandine e se la località dell'utente è sulla traiettoria del fenomeno, l'App invierà il messaggio push 'grandine' con sufficiente anticipo per potersi fermare e mettere al riparo l'auto.