La Leone d’argento e lo spettacolo “The Herd/Less”
Venezia, 24 lug. (askanews) – Un’opera forte, dolorosa, che parte dall’autobiografia per parlare poi di temi universali. La coreografa sudafricana Mamela Nyamza alla Biennale Danza di Venezia ha ricevuto il Leone d’argento e ha portato in scena la sua opera più recente: “The Herd/Less”. “Io uso l’esperienza della morte di mia madre – ha detto l’artista ad askanews – perché lei viveva in una baracca fatta di zinco, dove è stata uccisa. Lei urlava e nessuno la poteva sentire, per questo ho usato queste latte per lo spettacolo, perché rappresentano lo zinco, il metallo. Noi camminiamo sul metallo, ci sediamo sopra, parliamo dentro di esso. E così lo spettacolo tratta della violenza che colpisce la gente che vive in queste baraccopoli, dove c’è molta criminalità. Io parlo della storia accaduta a mia madre, ma anche di tutte le donne che sono state uccise nelle loro case, che non hanno potuto fare sentire le loro grida”.
Sul palco i performer si muovono in condizioni difficili, ogni gesto richiede intensità e probabilmente anche una dose di dolore. “Camminando sulle latte di zinco – ha aggiunto la coreografa – non sei libera, è come se fossi incatenata, per cui anche di questo parla il mio lavoro e parla di quello che accade ora nel mondo, specialmente in Sudafrica, dove ci sono moltissimi crimini ed è come se non avessimo dei leader”.









