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Salvatore Riggio

Il calciatore spagnolo ha raccontato l'origine dei suoi folti capelli ricci: «Ormai fa parte di me, è il mio stile e resterà così». La commozione per il piccolo Mateo: «Vedere un figlio soffrire è la cosa più dura che ci sia»

Dietro il sorriso solare e l’inconfondibile chioma riccia che lo rende unico sui campi da calcio, Marc Cucurella nasconde una storia personale fatta di profonda umanità, amore familiare e battaglie quotidiane. Da tempo circola la voce che il difensore si lasci crescere i capelli lunghi per permettere al figlio primogenito, affetto da autismo, di riconoscerlo in televisione. Sebbene questa versione non trovi riscontro nelle parole del calciatore, la realtà racconta un legame ancora più autentico e speciale.

L’origine del suo iconico look risale, infatti, all’infanzia e all’ingegno di sua madre Patricia che, per non perderlo di vista sul terreno di gioco mentre conversava con gli altri genitori sugli spalti, decise di fargli far crescere i capelli. «Mia madre mi riconosceva dai capelli, ormai fa parte di me. Questo è il mio stile e così resterà», ha spiegato il terzino. Se l’aneddoto della capigliatura affonda le radici in un ricordo d’infanzia leggero e affettuoso, è nell’intimità della sua casa che Cucurella affronta la partita più importante della sua vita. Insieme alla compagna Claudia, il calciatore vive il percorso legato alla diagnosi di autismo di livello 1 del piccolo Mateo.