Entro un anno si porrà fine al “grande spreco". Parliamo degli otto milioni di metri cubi di acqua depurata che, invece di finire come accade oggi nel canale Buttaceto (che sfocia in mare all'Oasi del Simeto), troveranno utilizzi alternativi: intanto in agricoltura, previo ulteriore trattamento, nella Piana di Catania, ma (ed è la novità) anche nella altrettanto assetata zona industriale di Catania.
Come? Attraverso la condotta di riuso dell'acqua depurata dall'impianto di Pantano d'Arci che, dopo essere rimasta irrisolta da almeno otto anni, verrà non soltanto completata, ma anche gestita da Sidra.
La notizia è destinata a segnare il primo vero cambiamento sia sotto il profilo del corretto utilizzo delle risorse idriche sia, per ricaduta, della tutela di ambiente e mare. E stavolta sembra si faccia davvero sul serio. La conferma è stata sollecitata da “La Sicilia" al direttore Lavori Pubblici del Comune, Fabio Finocchiaro, ma anche al presidente di Sidra Mario Di Mulo. Ed è (finalmente) arrivata.
«Sì, è appena stata firmata una convenzione Comune-Sidra - ha ammesso il direttore - affinché la condotta venga completata e resa funzionale entro un anno. In realtà Sidra sarebbe intenzionata a utilizzarla anche al contrario, ovvero verso la zona industriale».







