L'operazione Roma città olimpica 2036 scatterà già a settembre, fra poco più di un mese: il Cio ha messo fretta a chi vuole candidarsi alle prossime Olimpiadi estive. Dalla manifestazione di interesse, il primo approccio, si passerà poi al bid, la candidatura vera e propria, con un dossier che andrà completato entro la primavera 2028. L'anno successivo, il Cio sceglierà la città prescelta: ci saranno poi solo sette anni per farsi trovare pronti nell'estate del 2036. Si torna all'antico dopo che con Bach c'erano stati problemi e polemiche.

Il 26 settembre di quest'anno è una data importante perché si saprà quale sarà la candidata della Germania: se Monaco di Baviera, Berlino o Colonia e la Ruhr e per quale edizione, se 2036, 2040 e 2044.

India e Qatar si sono già fatte avanti. La Turchia è a buon punto. Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, insediato a Palazzo H poco più di un anno fa, pensa a Roma come candidata per l'edizione 2036, con alcune gare di nuoto e la vela ovviamente a Napoli. Buonfiglio sta già lavorando da tempo ad un dossier segreto che prevede niente sprechi, poche costruzioni (l'80 per cento degli impianti sportivi è già pronto) e soprattutto che “i Giochi dovranno essere una opportunità per i cittadini, dovranno migliorare la loro vita quotidiana” spiega Buonfiglio. Se le gare di pugilato e lotta al Colosseo sono una splendida suggestione chissà se mai realizzabile, ecco che il trenino fra Roma e i Castelli può risolvere davvero un problema enorme di traffico. ”Questa deve essere l'Olimpiade...” spiega Buonfiglio che ha già parlato con sindaci e presidenti di Regione, tutti entusiasti del progetto. Ora resta il governo. Certo, il via libera deve arrivare dai vertici. Non si possono aspettare le elezioni politiche del prossimo anno, sarebbe troppo pericoloso visti i tempi stretti messi ora dal Cio: per questo Buonfiglio vuole bussare alle porte di Palazzo Chigi già a settembre (massimo ottobre), servono le garanzie del governo prima di presentarsi a Losanna con una vera “manifestazione di interesse”. C'è un problema però che va risolto, e anche al Cio si augurano che venga risolto in fretta: va chiusa la pratica di Milano-Cortina 2026, la Fondazione Olimpica (presidente Giovanni Malagò) deve presentare il bilancio definito. E il Coni deve ancora avere una cifra ingente, 58 milioni: sono i soldi delle royalties delle sponsorizzazioni. Buonfiglio ripete sempre che lui ha piena fiducia in Giorgetti e Abodi, ma questi soldi intanto non arrivano e qualcuno (il governo ad esempio che si è fatto garante dei Giochi) prima o poi dovrà pur tirarli fuori. Il Cio vuole che si chiuda la pratica dei Giochi invernali prima di parlare di quelli estivi...