Tre anni da oggi per arrivare alla decisione finale del Cio, ipotizzata nel 2029, un annetto per mettere a punto un dossier in grado di competere innanzitutto con le altre candidature italiane. Per ora si tratta di stime, senza ufficialità: ma è chiaro che dovranno marciare Regione e Comune di Torino, d’intesa con le istituzioni lombarde e liguri, per portare avanti il progetto delle Olimpiadi del Nord-Ovest 2036 o 2040 annunciato martedì.

C’è Roma innanzitutto all’orizzonte. Se davvero decidesse di scendere in campo con convinzione, la Capitale costituirebbe un avversario interno ostico, anche perché rappresenterebbe l’opzione preferita dal Coni. Si parla anche di Firenze, ieri è spuntata poi l’ipotesi Napoli, sotto forma di richiesta inoltrata dai consiglieri Pd al sindaco Gaetano Manfredi. Ma quello è solo il primo passaggio: una volta conclusa la selezione italiana, da superare ci sono concorrenti come India, Sudafrica, Turchia, Qatar, e in Europa potrebbe presentarsi la Germania.

Piemonte, Liguria e Lombardia hanno però i loro punti di forza. Al di là della storia comune soprattutto industriale, il dossier insisterà sulla capacità infrastrutturale, che poggia su almeno cinque aeroporti e su un collegamento ad alta velocità che nel 2036 vedrà inclusa anche Genova: qualcuno ha già ipotizzato l’idea di una suggestiva “Freccia olimpica” a unire le sedi di gara.