Sono intervenuti ex compagni di barca, allenatrici, giudici di gara, canottieri di ieri, di oggi, forse di domani, ma anche i vicini di casa. Tutti in lacrime davanti allo specchio d’acqua in cui Olaf Tufte, – due volte campione olimpico in singolo nel canottaggio – cominciò a remare, 33 anni fa. Tufte è morto improvvisamente alcuni giorni fa a 50 anni e l’ultimo saluto è stato organizzato all’Horten Roklub, la società remiera che si affaccia sul fiordo di Oslo con la quale l’atleta norvegese è sempre rimasto tesserato durante la sua incredibile carriera. In acqua tutta la flotta del club: dai due di coppia agli otto, c’è anche la più vecchia, in legno. Tranne una: l’ultima barca di Olaf Tufte, circondata da bandiere della Norvegia. Una volta in acqua, tutti i canottieri hanno sollevato una rosa, hanno lasciato cadere i fiori in mare e poi hanno iniziato a remare insieme verso il largo nel fiordo. Sulle rive i partecipanti urlano “ro!” e compiono il gesto della vogata e la tragica attualità del lutto per Tufte si incrocia con la celebre coreografia dei tifosi della Norvegia ai Mondiali di calcio. Qualche settimana fa Tufte era apparso sulla tv nazionale, seduto su un remoergometro, per insegnare all’intera nazione come migliorare la tecnica di canottaggio.
Rose in mare e il grido 'Ro!': l'addio commovente a Olaf Tufte
L'Horten Roklub saluta il suo campione: barche in acqua, rose nel fiordo e le lacrime dell'ex compagno di medaglie Kjetil Borch












