Epoca della morte, cause e analisi degli eventuali mezzi di contenimento a cui è ricorsa la polizia nel corso dell'intervento, come forza fisica e uso di spray al peperoncino. Sono alcuni dei quesiti a cui dovranno rispondere gli specialisti nominati dalla Procura di Bologna per eseguire l'autopsia sul corpo di Abderrahim Fakir, l'uomo di 42 anni morto il 19 luglio in via Svevo al Pilastro.
I professionisti dovranno inoltre verificare e valutare la presenza di lesioni ossee interne o superficiali, anche alla luce dei contributi multimediali (video) che la Procura ha acquisito in questi giorni. Inoltre dovranno accertare la presenza di pregresse patologie cardiache o di altra natura, compresi disturbi di natura psichica. Verrà infatti esaminata tutta la storia clinica di Fakir, acquisendo eventuali cartelle sanitarie presso strutture pubbliche o private. Gli specialisti dovranno esaminare la tac ossea (eseguita il 22 luglio e depositata ieri).
I professionisti dovranno infine effettuare prelievi e accertamenti istologici e tossicologici: con valutazione della natura e concentrazione delle sostanze esogene, tra cui stupefacenti, sostanze farmacologiche e sostanze oleose, eventualmente rinvenute sulla salma e sugli indumenti del 42enne. Da capire anche se e quando ci sia stata assunzione di stupefacenti.










