Un tran tran, più o meno lungo, in attesa di sviluppi positivi sulla sua vicenda giudiziaria e nella richiesta di grazia: a questo si stava preparando Mario Roggero, l’orefice di Grinzane Cavour condannato a quattordici anni di carcere per l’omicidio volontario di due rapinatori. Nei piani di Roggero, l’attesa doveva avere lo scenario più confortevole possibile: il carcere milanese di Bollate, il penitenziario più umano d’Italia, con celle aperte tutto il giorno e percorsi di reinserimento effettivi. Per questo il 17 luglio, quando la sua condanna è divenuta definitiva, Roggero si è costituito a Bollate. Ma ora la sua permanenza è a rischio, e l’orefice potrebbe venire destinato a una prigione sicuramente più dura (il suo istituto di riferimento, Cuneo, è considerato un posto infernale). Diverse le motivazioni che starebbero dietro l’ipotesi: la sovraesposizione mediatica che la presenza di Roggero sta portando a Bollate (dove però ci sono altri detenuti vip), il tentativo dell’orefice di scegliersi un carcere che di solito i detenuti devono meritarsi con anni di buona condotta altrove; anche l’insistenza per ottenere subito un lavoro all’interno viene vissuta come il suo tentativo di restare definitivamente a Bollate. E questo starebbe creando qualche malumore.Nell’attesa di sviluppi, da ieri Roggero può iniziare a fare un conto alla rovescia: i giorni che lo separano dal 16 settembre, quando potrà comparire davanti al tribunale di Milano per l’udienza che potrebbe segnare una svolta positiva nella sua vicenda. Ieri il tribunale di sorveglianza milanese ha deciso di fissare l’udienza per decidere sulla richiesta di Roggero di uscire, almeno momentaneamente, dal carcere. La richiesta avanzata dall’orefice ha una motivazione concreta, specifica: essendo stata presentata dalla moglie richiesta di grazia al presidente della Repubblica non ha senso che nel frattempo Roggero continui a scontare una pena che potrebbe venire cancellata dalla clemenza del Capo dello Stato.È una decisione importante, perché arriva dopo il «no» ricevuto da Roggero da un altro tribunale, a Torino. La stessa istanza di differimento pena i legali del condannato l’hanno fatta anche a Milano, competente sul carcere di Bollate. E la risposta è stata la fissazione dell’udienza in tempi ragionevolmente stretti. Significa che per i giudici milanesi non è necessario aspettare le motivazioni della condanna di Roggero, e che i giudici sono pronti ad ascoltare le argomentazioni contenute anche nella richiesta di grazia contro una condanna che per un 72enne come Roggero «equivale a un ergastolo». Intanto Matteo Salvini ha ribadito che Roggero è «un uomo perbene che non merita di stare in carcere» e che, «anche se ci fosse una possibilità su un milione», sarebbe pronto a candidarlo.