Contenuto tratto dal numero di luglio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

A cura di Ugo Patroni Griffi, avvocato e professore ordinario di diritto commerciale all’Università Aldo Moro Bari e alla Luiss Guido Carli

Quasi 38 milioni di crocieristi nel mondo, 14,7 milioni nei soli porti italiani. Dietro questi numeri si nasconde uno dei motori di valore più potenti del turismo globale – e l’Italia ne è la regina nel Mediterraneo. La vera sfida, ora, non è contare le navi: è moltiplicare il valore che lasciano a terra.

Le stime per il 2025 della Cruise Lines International Association (Clia) parlano di 37,7 milioni di passeggeri nel mondo, nuovo massimo storico, contro i 29,7 milioni del 2019 e i 34,6 del 2024. La pandemia sembrava avere affondato il settore, che invece ne è uscito più forte di prima. Quello che pareva un turismo di nicchia è oggi un’industria di prima grandezza, che irradia valore lungo l’intera filiera – e l’Italia, con radici profonde e un vantaggio strutturale, ne è protagonista.

I grandi operatori e il primato italiano