di Fiamma Tinelli
Non ne esiste uno uguale in tutto il mondo: 40 attrazioni (spesso “a vento”), il parco giochi dell’Osteria ai Pioppi, nel Trevigiano. Ce lo racconta pezzo per pezzo Bruno Ferrin, autodidatta, classe 1937, che l’ha creato. E ci va ancora tutti i giorni
Clang, clang, clang. Bum, sbang, tong. «Vede? Questo tondino qui va piegato per bene, a fare un anello per farci passare la catena, così i bambini salgono più facilmente». Tud, tud, tud, frrrrrrrr. «Ecco, ora sì che ci siamo. Possiamo andare a montarlo sulla giostra».Bruno Ferrin, classe 1937, è parecchio indaffarato. È qui che traffica nel suo laboratorio in mezzo agli alberi, i ferrivecchi nel cesto e la mola che sfrigola. Sul bancone frese, martelli, lime, punzoni, molle, tenaglie. Fuori, tutto un vociare di ragazzini eccitati che volano sulle liane, rullano sui rulli e si fan venire le gote rosse a forza di correre nella ruota del criceto.Il parco giochi dell’Osteria ai Pioppi, a Nervesa della Battaglia, è l’unico luna park interamente meccanico d’Europa. Di più, l’unico al mondo costruito a mano da una sola persona, una meraviglia di 40 attrazioni create da Ferrin con materiali di recupero. Niente corrente elettrica, i giochi vivono di inerzia, vento, abbrivio. E il biglietto d’ingresso non c’è: chi viene a mangiare, gioca. Gratis. «È per stare insieme».






