Puntuale come il destino è arrivata l’ennesima stretta securitaria, un giro di vite penale, stavolta a carico dei minori, la cui imputabilità diventerebbe, in caso di reato, obbligatoria e non più rimessa alla valutazione del giudice. È inutile ripetere quello che è arcinoto e sostenuto dalle fonti più disparate: non c’è una crescita della delinquenza minorile in Italia tale da giustificare una simile decisione; nessuno ignora che la punizione minacciata non evita mai un reato, mentre qualcosa possono fare, specie tra i minorenni, prevenzione ed educazione; il carcere non rieduca nessuno, men che mai un adolescente, che, anzi, vi trova una buona palestra per il crimine ecc.