L’Ai ha cambiato profondamente il volto della trasformazione digitale – e non in senso tecnologico, ma strutturale e geopolitico, tanto da aprire le porte all’ipotesi di un’Ai di Stato a tutela della sovranità tecnologica e digitale che è sinonimo di dominio politico, economico e militare. L’utilizzo dei Large language model sta, infatti, scardinando l’idea, imposta dal cloud computing, di uno spazio computazionale globale, aperto, interoperabile, quasi privo di confini politici. Il fenomeno viene attentamente descritto da un’analisi di Ispi, l’Istituto per gli studi di politica internazionale.
Sovranità digitale, corsa all'Ai di Stato: chip, reti e energia decisivi
L’AI non è solo software, ma terre rare, semiconduttori, generatori e connettività: entra così tra le infrastrutture critiche.
I Large language model scardinano il cloud globale aperto: emerge l'AI di Stato per tutela della sovranità digitale, critica per dominio politico ed economico. Per i CTO italiani è il segnale di ripensare stack, governance e vendor lock-in: chip e reti nazionali passano da scelta tecnica a compliance geopolitica.









