I dati, messi tutti assieme con ordine e obiettività, non lasciano scampo. L’Europa non può costruire in pochi anni un’intelligenza artificiale autosufficiente lungo tutta la filiera. Troppo grandi i ritardi in ambiti critici della filiera, come la produzione dei chip o la creazione di modelli di frontiera, che richiedono investimenti miliardari e pool di talenti, ma anche di anni di incubazione paziente.Per decenni ci siamo crogiolati appoggiandoci sull’alleato americano per i servizi digitali, come per la Difesa, e ora paghiamo il fio. È stato già detto. Ma ora bisogna fare un passo avanti. La sovranità digitale europea sull’AI non è impossibile. Sarebbe folle rinunciarci, anzi, data l’importanza strategica che l’AI potrebbe avere per la nostra economia e sicurezza nazionale.Ma l’idea di sovranità va modulata, questo sì.Credo che sia soprattutto importante ora intenderla in chiave di capacità di controllo, su dati e tecnologie, negli ambiti dove non ci possiamo permettere di dipendere da altri blocchi politici.Difesa, sanità, finanza, infrastrutture critiche e industria avanzata hanno bisogno di sistemi AI che restino disponibili, verificabili e governabili anche quando cambiano le condizioni politiche, commerciali o tecnologiche fuori dall’Unione.Ma come arrivarci? Ricette chiare non ce ne sono, ma uno sforzo corale a tutto campo sembra la necessità minima da invocare.Indice degli argomenti