Scenari
Le supersportive non sono mai state così veloci. Eppure qualcosa non torna
Maurizio Reggiani: progresso e normative impongono masse sempre più elevate e inevitabili artifici per renderle guidabili. E la passione?
Negli ultimi anni, specie nel settore delle supersportive, abbiamo assistito a un'escalation che pare inarrestabile: potenze vertiginose, accelerazioni da capogiro, tecnologie raffinate. Eppure, dietro questa corsa all'esasperazione, si nasconde, neanche tanto celata, una tendenza che sembra sfuggire di mano e che, da un punto di vista tecnico, rappresenta un vero e proprio passo indietro: l'aumento del peso.
La massa è da sempre il nemico giurato di ogni progettista. È l'ostacolo naturale all'accelerazione, alla frenata, alla stabilità in curva. In altre parole, è il limite fisico che si oppone a quasi tutto ciò che ci fa percepire un'automobile performante e capace di rendere ogni viaggio un'emozione. Se c'è un segmento che dovrebbe incarnare l'avanguardia nell'ambito della tecnica, è proprio quello delle supersportive, dove il peso diventa una sfida che impone l'utilizzo di materiali nobili come titanio, magnesio e carbonio.






