Il progresso non si ferma mai e, per andare ancora più veloce, a volte sale su un’auto da corsa come la Ferrari 499P, l’Hypercar con la quale la casa di Maranello è tornata dopo 50 anni nella massima categoria delle gare di durata vincendo tre edizioni di fila della 24 Ore di Le Mans. E ogni volta con equipaggi di piloti diversi. Tuttavia dietro queste vittorie ci sono uomini e tecnologie avanzate che, come è tradizione per Ferrari, hanno trovato applicazione sull’ultima supersportiva F80, anzi i due progetti sono nati parallelamente nel 2020 incrociando soluzioni che indicano chiaramente un trasferimento diretto e talvolta biunivoco tra il mondo delle competizioni e quello della strada. «Che si tratti di Formula 1, Endurance o stradali, noi utilizziamo le stesse metodologie e quindi quello che scopriamo in un ambito cerchiamo di trasferirlo subito nell’altro in modo quasi maniacale. Il nostro know-how è unico e fondante per qualsiasi tipo di vettura» afferma Ferdinando Cannizzo, Head of Endurance Race Cars di Ferrari e responsabile tecnico del progetto della 499P, all’interno del programma Hypercar diretto da Antonello Coletta. La comunanza tra pista e strada inizia proprio dai metodi con cui si progettano un’auto da corsa o una targata. E tra le due non esiste un abisso nel come vengono messe a punto.
Ferrari, rivoluzione della specie. La 499P ha trionfato a Le Mans con numerose innovazioni. Alcune sono adottate dalla F80
Il progresso non si ferma mai e, per andare ancora più veloce, a volte sale su un’auto da corsa come la Ferrari 499P, l’Hypercar con la quale la casa di Maranello è...






