La Ferrari torna campione del mondo correndo con una macchina che, se la guardi di sfuggita nel paddock di Sakhir, potrebbe sembrare la sorella maggiore di quelle hypercar che i miliardari nascondono nei garage sotterranei di Dubai.
La leggenda della 499P
La 499P non è un’astronave di Formula 1, non è un prototipo che esiste solo per bruciare benzina e gomma in due ore di delirio. È un’auto da otto ore, da pioggia, da notte, da cambio pilota con la tuta sudata e il casco che puzza di caffè. È, insomma, un’auto vera, più vicina – almeno nell’anima – alla Ferrari F80 che molti sognano.
Eppure è con questa hypercar con che la Ferrari ha chiuso il cerchio: titolo Costruttori e titolo Piloti nel FIA WEC 2025, a cinquantatré anni dall’ultima volta che il Cavallino aveva portato a casa il mondiale endurance assoluto. Era il 1972, la 312 P vinceva il campionato marche e sembrava che il mondo dovesse fermarsi lì, in quel rombo analogico. Invece il mondo è andato avanti, ha inventato l’ibrido, i power unit, i token, i budget cap, e alla fine è tornato a chiedere alle auto da corsa di assomigliare, almeno un po’, alle auto che possiamo desiderare.
Titolo piloti e costruttori








