GAP –Ecco l’Alpe d’Huez, ascesa che poi verrà nuovamente affrontata 24 ore dopo, ma da un’altro versante. Le Alpi salgono sulla salita-mito del Tour de France nella 19ª tappa. Sarà frazione durissima, visti i 4 Gran premi della montagna (arrivo compreso), tutti oltre i 1000 metri di quota, che andranno a comporre un dislivello positivo complessivo di 3500 metri.

Subito dopo il via, la corsa inizia a salire sul Col Bayard, salita di seconda categoria che misura 4,8 km con una pendenza media del 7,2%. Una discesa tecnica porta il gruppo verso Saint-Bonnet-en Champsaur, seguito da un tratto in pianura verso Poligny e un leggero falsopiano. Poi i corridori inizieranno il Col du Noyer, GPM di prima categoria lungo 7,2 km con una pendenza media dell’8,5%. Lo scollinamento è seguito da una lunga discesa verso Isère, dove inizia un tratto di saliscendi. Intorno al traguardo volante di Le Périer, posizionato al km 89,4, la squadra inizia a salire lentamente su un falsopiano verso il Col d’Ornon, terzo GPM di giornata (seconda categoria di 5,4 km con una pendenza media del 6,4%). Dopo lo scollinamento, a 29 km dalla conclusione, una lunga discesa pedalabile conduce a Le Bourg d’Oisans, dove sono previsti circa 3 km pianeggianti. Arrivati a La Ferrière, i corridori affronteranno il momento decisivo di questa tappa: la salita dell’Alpe d’Huez, che con i suoi 13,8 km a una pendenza media dell’8,1% (con una punta massima dell’11,5%), 21 tornanti che hanno fatto la storia del ciclismo.