BOLZANO. Una partenza senza particolari slanci, condizionata dal caldo e da un mercato che negli ultimi anni è profondamente cambiato. A pochi giorni dall'avvio dei saldi estivi, scattati in Alto Adige il 16 luglio, il commercio traccia i primi bilanci.

Secondo Elena Bonaldi, presidente di Confesercenti Alto Adige, l'inizio non è stato particolarmente positivo. «La partenza non è andata benissimo», osserva. «Le temperature elevate hanno ridotto la presenza di persone nei centri cittadini e anche il turismo si è fatto sentire meno. Anche nei quartieri, dove alcuni commercianti si sono accordati per anticipare le promozioni, i risultati non sono stati migliori», aggiunge.

Secondo Bonaldi, si stanno confermando anche i timori espressi nelle settimane precedenti riguardo alla scelta di iniziare i saldi quasi due settimane dopo rispetto alla maggior parte delle regioni italiane. «Quando si perde il traino della comunicazione nazionale, il piccolo commerciante finisce per essere penalizzato. Il cliente deve essere invogliato a entrare in negozio e chiedere dei saldi, ma se tutti ne parlano prima, quando qui gli sconti non sono ancora iniziati, quell'effetto si disperde». Da qui torna la richiesta di uniformare le date con il resto del Paese. «Assolutamente sì. Sarebbe una scelta utile per sfruttare la stessa visibilità mediatica e non mettere i negozi altoatesini in una posizione di svantaggio».