Quando il cibo scarseggia e il caldo diventa insopportabile, anche uno dei legami più forti del regno animale può incrinarsi. Nelle foreste secche del Costa Rica alcune madri di scimmia cappuccina hanno iniziato ad abbandonare i propri cuccioli durante le siccità più estreme, un comportamento che gli studiosi, dopo decenni di osservazioni, non avevano mai documentato.
È uno dei risultati più sorprendenti di uno studio pubblicato su Nature Ecology & Evolution, secondo cui gli eventi climatici estremi associati a El Niño e La Niña stanno modificando non solo la disponibilità di risorse, ma anche l'organizzazione sociale di questi primati.
Un comportamento mai osservato in oltre trent'anni
Susan Perry, antropologa evoluzionista dell'Università della California di Los Angeles segue la popolazione di cappuccini della riserva di Lomas Barbudal da oltre tre decenni. Durante la gravissima siccità del 2015 si è trovata davanti a una scena che, fino a quel momento, sembrava impensabile. «Le madri di scimmie cappuccine sono normalmente molto devote», ha raccontato. «Invece vedevo i piccoli piangere disperatamente a terra. E le madri abbassavano lo sguardo, come a dire: "È troppo faticoso”, e se ne andavano, abbandonando i loro cuccioli». Per Perry non si tratta di episodi isolati, ma del segnale che perfino una specie estremamente adattabile può raggiungere il proprio limite. «Anche le scimmie cappuccine hanno un punto di rottura. E dobbiamo iniziare a prestare attenzione, perché tutte le previsioni indicano un futuro caratterizzato da maggiore imprevedibilità e da eventi climatici estremi».






