PINZOLO. Vola alto Diego Mascardi e non solo perché con i suoi 195 centimetri d’altezza parte avvantaggiato. Obiettivi, sogni e pensieri si rincorrono da una settimana nella sua testa, da quando è arrivato a Pinzolo dopo che il Toro si è garantito il portiere del futuro anticipando l’Atalanta. Perché ha scelto il Toro?«Perché dietro questo club c’è una grandissima storia e poi ho sentito fiducia. Non ho avuto dubbi quando ho scelto». Ma che cosa ha pensato quando i granata l’hanno cercata?«Ho provato una grande emozione. So di fare un salto importante dopo essere cresciuto nello Spezia, ma voglio farmi trovare pronto».

Quale obiettivo si è dato?«Fin da bambino sognavo di debuttare in Serie A e farlo nel Toro sarebbe davvero grandioso. Però ora penso solo a crescere giorno dopo giorno». Lei avrebbe potuto giocare titolare in prestito in Serie B, ma resta a Torino per fare la riserva. Perché?«È un’altra cosa allenarsi in A con giocatori e mister di A». Il Toro cerca un titolare e c’è Paleari. La spaventa il rischio di avere poco spazio?«Sono un professionista e darò il 100% in campo. Poi è indifferente essere primo, secondo o terzo portiere: se ci sarà la possibilità, giocherò».

Che cosa l’ha colpita del Toro in questi primi giorni?«Che sono in un gruppo eccezionale: c’è grande sintonia tra Abate e i giocatori. Il mister ci carica ogni giorno». Sta iniziando a studiare la storia granata?«Ho 19 anni e so poco, ma mi sono ripromesso di studiare il Grande Torino. Che è legato a La Spezia, un posto che è nel mio cuore, e al ricordo dello scudetto dei vigili del fuoco». Quali i suoi punti di forza?«Le uscite alte e giocare con i piedi. Sui difetti, invece, cerco di gestirli in campo». A chi si ispira tra i pali?«David Raya per uscite alte e gioco con i piedi». Che nella Spagna, però, non è titolare…«Unai Simon mi ha colpito al Mondiale. La sua tranquillità con i piedi è devastante: lui gioca molto alto ed è un esempio da seguire in un calcio che sta rivoluzionando anche il ruolo dei portieri».