Stava praticando attività fisica mercoledì sera nella palestra di via Casorezzo, quando si è accasciata per un malore. Poco dopo le 20 una ventiquattrenne ha avuto un arresto cardiaco. I presenti hanno lanciato l’allarme al 118 e, assistiti telefonicamente dall’operatore Areu, hanno avviato il massaggio cardiaco.

In pochi minuti sono arrivati sul posto l’ambulanza della Croce Rossa e l’automedica, che hanno avviato il protocollo di rianimazione avanzata e poi trasportato la ragazza al Pronto soccorso di Legnano dove i medici non hanno potuto fare nulla per salvarla. La ragazza è deceduta.

A 150 metri dalla palestra però era presente un potenziale soccorritore dotato di Dae. "Non è stata attivata uniformemente l’App che consente agli operatori del 118 di attivare la rete dei First Responder – accusa Mirco Jurinovich, presidente onorario dell’associazione “60milavitedasalvare” – Il 13 agosto prossimo saranno trascorsi cinque anni dalla pubblicazione in Gazzetta della legge 116/2021 che avrebbe dovuto garantire indistintamente a ogni persona colpita da arresto cardiaco improvviso le stesse possibilità di sopravvivenza, ma a oggi mancano ancora importanti decreti attuativi che ne impediscono la completa applicazione".