SAN VITO AL TAGLIAMENTO (PORDENONE) - Se n’è andato il 22 luglio, a 77 anni, Silvano Petris. Una figura che ha attraversato decenni di vita pubblica e sindacale, lasciando un segno profondo in chi ha lavorato con lui e in chi ne ha condiviso l’impegno. I funerali si terranno domani, sabato 25 luglio alle 10.30 sotto l’Antica Loggia di San Vito al Tagliamento, con arrivo dalla Casa Funeraria Eredi Querin; dopo le esequie la salma proseguirà per la cremazione. La famiglia – la moglie Antonella, i figli Giovanni con Aurora e Matteo con Elisabetta, i nipoti Alessandro ed Eleonora, la cara Natalina e i parenti tutti – ha chiesto di devolvere eventuali offerte alla Fondazione Telethon. La carriera

Silvano Petris aveva iniziato il suo percorso pubblico negli anni Settanta, come consigliere comunale e assessore nella giunta Gasparotto. Poi una lunga vita nella Cgil: prima segretario provinciale e regionale della Funzione Pubblica, quindi amministratore delegato della società fiscale del sindacato, infine – dal 2016 – segretario della Lega pensionati distrettuale dello Spi di San Vito per alcuni anni, incarico che aveva lasciato a causa di problemi di salute. «Lui è stato non solo segretario provinciale della Funzione Pubblica, ma anche segretario regionale» ricorda Ruben Colussi, già segretario della Cgil di Pordenone. «Dopo quell’esperienza, ha fatto l’amministratore delegato della società fiscale della Cgil. In tutti i ruoli ha sempre dato un contributo importante alla vita della Cgil». Colussi lo descrive come un uomo che non si limitava a gestire: «Ha sempre contribuito con le proprie idee a un approfondimento della discussione, un approfondimento sui contenuti dell’attività del sindacato. È sempre stato una persona molto schietta, molto diretta, rappresentando il proprio punto di vista e dando un contributo qualificato». Un tratto che torna anche nei ricordi di Lorella Doretto, Caf Cgil, che lo ha conosciuto e affiancato per diversi anni. «Era una persona perbene, come ce ne sono ormai rimaste poche» dice. «La sua attenzione era sempre rivolta alle persone in primis. Quando c’era qualcosa su cui eravamo in dubbio, lui ci diceva sempre: «Fate sempre in modo tale che sia più favorevole per i dipendenti. Creava sempre un clima molto positivo, cercava di dirimere i conflitti, non li alimentava mai». Doretto ricorda anche la sua concretezza: «Era una persona molto pratica, che andava sul concreto, non si perdeva in mille rivoli che tante volte non servono a niente». Il ricordo Prima dell’impegno sindacale, Petris aveva lavorato a lungo nell’ufficio personale dell’ospedale di Pordenone, esperienza che lo aveva portato poi alla guida della Funzione Pubblica. «È stato segretario della categoria e dopodiché è venuto al Caf a fare il presidente. L’ha fatto per diversi anni e poi, nel 2016, ha guidato lo Spi Cgil a San Vito. Possiamo dire che ha dedicato la vita al sindacato». Un impegno che si riflette anche nel dolore di chi lo ha conosciuto: «Quando ho avvertito i miei colleghi, tutti quanti sono rimasti veramente molto dispiaciuti» racconta Doretto. «Persone così ce ne sono poche, sono rimaste poche. È un ricordo che porteremo sempre con noi». Silvano Petris lascia una comunità che lo ha visto impegnarsi con serietà, misura e dedizione. Una vita spesa per il lavoro, per i diritti, per le persone. Una vita che chi lo ha incrociato non dimenticherà.