HomeMagazineLibriL'arte ci salva sempre: Romana Petri e il romanzo della rinascitaIn Distanza di sicurezza, una pittrice trasforma il dolore dell'abbandono in un quadro in movimento, mentre l'uomo che l'ha lasciata resta prigioniero del proprio rancoreRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciLe separazioni non sono tutte uguali: c’è chi si allontana senza dare spiegazioni, chi riesce a rimanere in contatto, ma alcune lasciano una domanda: chi siamo quando la persona che amavamo smette di riconoscerci? Questo è l’interrogativo da cui prende spunto Distanza di sicurezza (Neri Pozza) di Romana Petri. È un libro che racconta la fine di una relazione, di un amore, ma senza accusare né cercare colpevoli, semplicemente osservando il momento in cui due persone prendono percorsi diversi, sia fisicamente che emotivamente. Una si lascia divorare dal rancore, l’altra trasforma il dolore in una rinascita.

Vasco e Luciana sono i protagonisti del romanzo. Lui è un giovane gallerista, entusiasta del talento della pittrice italiana. La invita a esporre le sue opere nella sua galleria e si incontrano a Lisbona. Si innamorano. Ma il tempo mette a dura prova la loro relazione che si sgretola. Vasco in sé ha dei traumi non risolti: l’ambizione che sfocia in invidia, il bisogno di dimostrare al padre di essere all’altezza; Luciana, senza nemmeno rendersene conto, vede la sua carriera artistica divampare senza cambiare il suo modo di guardare il mondo. Lui, quindi, arretra, lei cresce. Così Vasco decide di lasciarla imponendo una “distanza di sicurezza” che diventa il punto di partenza per le strade opposte che prenderanno.