Il piccolo Alessio Pio è morto all’ospedale di Catanzaro per una sospetta infezione da Clostridium difficile, ma cos’è e come si trasmette il batterio

VIBO VALENTIA – Si sospetta una contaminazione da ‘Clostridium difficile’ per la morte del bimbo di 18 mesi all’ospedale di Catanzaro e il ricovero di 4 suoi compagni d’asilo nido. Ma cos’è questo ‘batterio killer’? Come si trasmette? Quali sono i sintomi? E come si cura?

«Il Clostridium difficile è un batterio anaerobio, Gram-positivo, presente fisiologicamente nella flora batterica della vagina e dell’intestino. Poiché il Clostridium difficile è rintracciabile nelle feci, ci si può infettare con questo batterio toccandosi, con le mani, la bocca e le altre mucose (come quelle del naso o degli occhi) dopo aver maneggiato oggetti o superfici contaminati con feci». Così spiega un focus online dell’Irccs Humanitas.

Il Clostridium difficile «può vivere per lunghi periodi su oggetti e superfici. Le più importanti norme di prevenzione sono: lavarsi le mani dopo aver usato la toilette e in ogni caso prima di mangiare. Assicurarsi che il bagno che si utilizza sia pulito, soprattutto nel caso in cui sia precedentemente usato da qualcuno affetto da diarrea».