Mario Adinolfi non potrà presenziare all’udienza del Tribunale del Riesame. A denunciarlo i suoi avvocati, che chiedono la revoca dei domiciliari. Adinolfi è indagato per truffa su un grosso giro di scommesse.
Mario Adinolfi (La Presse)
Gli avvocati difensori di Mario Adinolfi hanno denunciato che è gli è stato negato il diritto di partecipare all'udienza al Tribunale del Riesame. "Il nostro assistito ha fatto istanza tramite noi di essere ascoltato lunedì dal tribunale del Riesame – spiegano i legali Pablo De Luca e Riccardo Di Lorenzo – ma i giudici gli negano anche questo elementare diritto". Il giornalista e imprenditore, indagato per truffa, è da settimane agli arresti domiciliari.
"Non può reiterare il reato, non può inquinare le prove, non può fuggire vista l'elevata riconoscibilità" commentano ancora gli avvocati, la cui intenzione è di chiedere ai giudici del Riesame la revoca della misura di custodia cautelare. "Non merita un trattamento procedurale così pregiudizialmente punitivo, che gli nega ogni basilare diritto a partire da quello di parola persino nelle udienze dei procedimenti che lo riguardano. Da lunedì protesteremo in aula al Riesame, visto che gli è stato negato di essere lì accanto a noi". Il giudice delle indagini preliminari nei giorni scorsi ha confermato i domiciliari per la sua "Scommessa Collettiva", respingendo la richiesta di revoca avanzata dai suoi difensori. Adinolfi è indagato per una truffa, che gli avrebbe fatto fruttare cinque milioni di euro. Secondo quanto emerso finora dalle indagini, avrebbe raccolto almeno 4 milioni e 700mila euro con il sistema di scommesse, assicurando a ogni persona che ha sostenuto di aver partecipato a "Scommessa Collettiva" importanti ricavi.








