Il Tribunale del Riesame ha respinto l’istanza della difesa e ha confermato i domiciliari con braccialetto elettronico per Mario Adinolfi. Il giornalista ed ex parlamentare, indagato dalla procura di Roma per truffa, evasione fiscale e altre ipotesi legate alla cosiddetta “Scommessa Collettiva”, resta quindi sotto misura cautelare dopo il no del gip. I legali – Pablo De Luca e Riccardo Di Lorenzo – hanno già annunciato ricorso in Cassazione.

La decisione del Riesame arriva dopo l’interrogatorio davanti al gip Giulia Arcieri, nel quale Adinolfi aveva provato a spiegare uno dei passaggi più delicati dell’inchiesta: i bonifici con causali relative ad acquisti di beni di lusso che, secondo la sua versione, sarebbero stati indicati in modo falso su suggerimento del gestore del sito di scommesse, per evitare controlli.

Il gip aveva scritto che quella ricostruzione meritava approfondimenti, ma aveva anche aggiunto che dimostrava una “mancanza di trasparenza” compatibile con l’accusa di truffa. È su questo quadro che il Riesame ha fondato il rigetto, giudicando immutato il fumus dei reati e confermate le esigenze cautelari, in particolare il rischio di reiterazione e di compromissione degli accertamenti.