Una delegazione dell’associazione L’isola che non c’è, rappresentata da Franco Giuliano,ha consegnato un volume realizzato a 30 anni dalla guerra in Bosnia direttamente nelle mani dell’arcivescovo di Sarajevo Tomo Vukšić.

Cosa rappresenta questo libro, nel tentativo di dialogo che può contribuire a consolidare in questa città simbolo del dialogo?

“Trenta anni fa lei ha fatto un’opera lodevole, aiutando i bambini che vivevano nella guerra, in pericolo di morte. Adesso, trent’anni dopo, in questo volume viene ricordato, almeno in parte, quello che fu fatto a molti bambini, che furono aiutati e salvati. Sia l’opera compiuta trenta anni fa sia questo libro sono un contributo importante al dialogo, alla riconciliazione, al perdono, che sono i valori seguiti da noi cristiani e che dovrebbero essere promossi da tutti".

Quale può essere il ruolo dell’Italia nel consolidare il dialogo del Consiglio interreligioso

“L’aiuto dell’Italia e l’aiuto di tutti, nel quale speriamo, potrebbe essere molto utile e necessario. Quando si progetta la pace e la si vuole consolidare, ogni iniziativa, ogni contributo è benvenuto. Naturalmente, perseguendo il progetto della pace, dobbiamo pensare anche a leggi giuste, alla promozione di una pace in cui tutti siano contenti, non soltanto una parte o un gruppo. Questo può essere garantito soltanto dall’applicazione di leggi giuste. In questo campo, molti Stati, soprattutto quelli più forti e grandi, tra cui l’Italia, possono aiutare molto, costruendo il dialogo e la pace”.