Molte delle viae che collegavano l’Impero romano sono ormai scomparse, sepolte dal tempo o distrutte dalle guerre e dai saccheggi, ma altre rimangono percorribili, anche se sotto “mentite spoglie”. Il progetto di ricerca Itiner-e crea una mappa digitale che ricostruisce quella rete: visualizzarla può contribuire a spiegare le direttrici di diversi fenomeni storiciGovernare sessanta milioni di persone sparse in un territorio di cinque milioni di chilometri quadrati senza l’ausilio di database centralizzati, di reti digitali e tecnologie di sorveglianza e sicurezza, ci appare oggi una vera missione impossibile. Eppure, gli antichi romani lo hanno fatto. Per secoli hanno governato un impero vastissimo – al suo culmine, sotto Traiano, grande approssimativamente 16 o 17 volte più dell’Italia – grazie a un sistema complesso di strade che collegavano la capitalMonica ZornettaGiornalista, saggista, ricercatrice indipendente. Collabora con quotidiani e settimanali nazionali e internazionali. Tra i suoi libri: "A casa nostra. Cinquant'anni di mafia e criminalità in Veneto"; “La resa. Ascesa, declino e pentimento di Felice Maniero”; “Ludwig. Storie di fuoco, sangue, follia”; “Alla fine del mondo. La vera storia dei Benetton in Patagonia”.
A caccia delle viae romane. La mappa digitale le riscopre
Molte delle viae che collegavano l’Impero romano sono ormai scomparse, sepolte dal tempo o distrutte dalle guerre e dai saccheggi, ma altre rimangono percorribili, anche se sotto “mentite spoglie”. Il progetto di ricerca Itiner-e crea una mappa digitale che ricostruisce quella rete: visualizzarla può contribuire a spiegare le direttrici di diversi fenomeni storici







