A due mesi dall'avvio della tredicesima edizione del censimento 'I Luoghi del Cuore', il FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano - traccia una prima fotografia dell'Italia che sceglie di prendersi cura del proprio patrimonio culturale e paesaggistico. Sono già oltre 350mila le preferenze raccolte, a conferma del forte coinvolgimento di cittadini, associazioni, scuole, comuni e comitati locali nella tutela del patrimonio culturale e paesaggistico del Paese, un patrimonio ambientale e culturale straordinario e quasi inesplorato, a torto ritenuto 'minore', che merita di essere tutelato e valorizzato. L'iniziativa, realizzata con il sostegno di Intesa Sanpaolo e il patrocinio del ministero della Cultura, conferma come il censimento sia diventato negli anni non soltanto uno strumento di partecipazione civica, ma anche un motore di valorizzazione del patrimonio diffuso.
Accanto a castelli, abbazie e complessi religiosi figurano infatti beni insoliti e poco conosciuti: aree naturali, grotte preistoriche, ponti storici, edifici liberty, hangar per dirigibili, fari di montagna, alberi monumentali e luoghi della tradizione artigianale, testimonianza della straordinaria varietà del patrimonio italiano. A guidare la classifica provvisoria sono le Lame di Puglia, vasta area carsica che collega l'altopiano delle Murge al Mare Adriatico e che una rete di enti locali intende tutelare valorizzandone sia il patrimonio naturalistico sia quello storico e culturale. Seguono le Grotte rupestri di Verzino, nel Crotonese, antichi rifugi dei primi abitanti dell'area oggi inserita nella Riserva naturale regionale del fiume Vitravo. Sul terzo gradino del podio provvisorio si colloca il Convento di Renacavata, nei pressi di Camerino, prima sede dell'Ordine e punto di riferimento del Cammino dei Cappuccini. La top ten comprende inoltre Villa San Leonardo al Palco di Prato, il Santuario delle Sette Chiese di Monselice, Cascina Monluè a Milano, il Ponte San Michele di Paderno d'Adda, il convento di San Domenico di Taggia, la chiesa di San Giovanni di Portogruaro e l'abbazia benedettina dei santi Nicola e Paolo VI di Rodengo Saiano.











