| 23 Luglio 2026 18:02 |

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(Adnkronos) – La sovranità tecnologica non deve trasformarsi in isolazionismo o autarchia, ma nella capacità di scegliere le tecnologie migliori, garantire l’interoperabilità e proteggere dati e infrastrutture da ingerenze esterne. È la posizione illustrata da Giorgio Maria Tosi Beleffi, dirigente telecomunicazioni, audiovisivo e innovazione tecnologica del Mimit, durante la conferenza organizzata da Adnkronos e Open Gate Italia al Palazzo dell’Informazione.

Per il ministero, l’azione europea deve concentrarsi sulle catene del valore considerate strategiche: semiconduttori, cloud, telecomunicazioni, intelligenza artificiale e tecnologie quantistiche. In questi settori la regolazione può contribuire a sviluppare attività e investimenti sul territorio, ma deve essere costruita in modo da rispettare le peculiarità dei singoli Stati membri.

Il Dna rappresenta un banco di prova. Il passaporto unico, una gestione più coordinata dello spettro, l’accelerazione della fibra e lo switch off del rame possono semplificare il mercato europeo. Tosi Beleffi ha però invitato a distinguere l’armonizzazione dalla centralizzazione. Sicurezza, enforcement e gestione di risorse scarse come le frequenze richiedono un equilibrio tra Bruxelles e le autorità nazionali.