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Il potere femminile e la capacità di esercitarlo nell’ombra come atto di resistenza politica, sovvertendo la percezione classica del mito, al centro de «Il canto di Penelope», quarto appuntamento della sesta edizione del Mythos Troina Festival, rassegna teatrale fra le più prestigiose della Sicilia diretta da Luigi Tabita. Il monologo per la regia di Marcello Cotugno, con musiche eseguite live da Antonio Tavassi, verrà presentata domani in anteprima nazionale all’Anfiteatro della Radura di Troina (Enna).
Adattamento dell’omonimo romanzo di Margaret Atwood (Rizzoli), vede protagonista Lunetta Savino nei panni di Penelope, moglie di Ulisse, non più donna paziente e silenziosa, ma protagonista consapevole della propria storia, simbolo di intelligenza, autonomia e resistenza. «È stata questa nuova chiave di lettura a convincermi ad interpretare il testo – ci svela Savino –. In un festival che mette al centro le donne del mito abbiamo deciso di portare in scena un testo di Atwood molto affascinante, commovente e divertente, che racconta l’“Odissea” dalla parte di Penelope, iniziando dalla sua infanzia. La cosa che colpisce subito è, per esempio, il fatto che quando incontra Ulisse ha solo 15 anni, ed è interessante seguire il racconto del loro incontro attraverso gli occhi di questa ragazzina che già dall'infanzia non se la passa molto bene, col padre che cerca addirittura di ucciderla. Si arriva fino alla partenza di Ulisse e alla sua solitudine, perché nel frattempo sono passati vent'anni e lei da sola a Itaca dovrà rimboccarsi le maniche e occuparsi di tutto, anche dell’invasione dei Proci con tutto ciò che ne consegue e si conosce».











