di Fabio Rubinigiovedì 23 luglio 20263' di letturaSe c’è un governatore che conosce il processo dell’Autonomia differenziata quanto il suo “padre putativo” Roberto Calderoli, questi è Alberto Stefani. Il leghista oggi alla guida del Veneto, quando era parlamentare (fino al dicembre 2025) è stato relatore alla Camera del disegno di legge che ha consentito di approvare la legge quadro che ha portato al semaforo verde per le pre-intese. Ad oggi sono quattro le Regioni che hanno chiesto di aderire all’Autonomia differenziata. Martedì il Parlamento ha votato i testi di Lombardia, Liguria e Piemonte. Ieri mattina è stata la volta del Veneto. E, pare, ci siano già altre regioni, anche del Centro-Sud che potrebbero chiedere analogo percorso.Governatore che giornata è stata, per lei e per il popolo veneto, quella di ieri?
«Una giornata che ha portato ad un risultato importantissimo e che ha chiuso la fase parlamentare di questa riforma. Una giornata che ha messo un punto a una storia iniziata il 22 ottobre del 2017 con il referendum che ha sancito la democratica voglia di autonomia dei cittadini veneti». Balle spaziali e disonestà intellettuale contro l'Autonomia regionaleAumentano e si propagano a gran velocità i veleni contro l’autonomia regionale, frutto di un mix tossico di...







