Mentre il dibattito politico attorno al quartiere abusivo di Maddalusa infiamma i banchi dell'Assemblea Regionale Siciliana e del Consiglio comunale, il Circolo Rabat di Legambiente Agrigento interviene con fermezza per sbarrare la strada a qualsiasi ipotesi di revisione delle tutele ambientali nella Valle dei Templi. Attraverso una nota firmata dal presidente Daniele Gucciardo e diffusa dall'ufficio stampa regionale dell'associazione, il cigno verde traccia una linea d'ombra invalicabile sul passato: ridiscutere i confini del Parco per "salvare" le case abusive significa far piombare la città indietro di tre decenni.

Legambiente esprime pieno sostegno alla posizione del primo cittadino Michele Sodano, ricordando le sue recenti parole («Ad Agrigento ci sono cose molto più importanti di cui mi devo occupare, la riperimetrazione della Valle dei Templi non è una cosa di cui mi devo occupare»). Una presa di posizione che per gli ambientalisti rafforza un principio fondamentale: in trent'anni la sensibilità sociale sulla tutela del territorio è cambiata radicalmente, fino a trovare pieno riconoscimento nella stessa Costituzione italiana.

La nota ripercorre le tappe normative che hanno blindato la cosiddetta "Zona A" a vincolo assoluto – dal Decreto Gui-Mancini del 1968 alla legge istitutiva del Parco del 2000, passando per il Decreto Nicolosi e il condono dell'85 – sottolineando come la Corte Costituzionale abbia sistematicamente bocciato ogni tentativo regionale di sanatoria in aree protette.