Succede in Oregon, dove le autorit� hanno avviato una revisione formale delle normative che regolano la posa dei cavi sottomarini in fibra ottica sui propri fondali marini, stabilendo per la prima volta nello stato un canone basato sulla lunghezza dell'infrastruttura. Il Dipartimento dei terreni statali (DSL) ha formulato una proposta che imporr� ai giganti delle telecomunicazioni e della tecnologia il pagamento di un contributo una tantum per la posa dei cavi entro tre miglia (4,8 km) dalla costa.

L'obiettivo � incassare milioni di dollari, destinando i proventi direttamente al Common School Fund per finanziare le scuole pubbliche primarie e secondarie dello Stato. Fino ad oggi la regolamentazione locale � rimasta ancorata a un modello economico risalente al 1989 e aggiornato l'ultima volta nel 2001, che prevedeva esclusivamente una quota di richiesta fissa pari a 5.000 dollari.

Il nuovo schema tariffario ipotizzato porta la tassa di domanda iniziale a 15.000 dollari e quella di rinnovo a 7.500 dollari, estendendo la durata della concessione da 20 a 25 anni. A questa somma si aggiunge una compensazione di 3 dollari per ogni piede di cavo (pi� di 8,50 euro al metro) posato nelle acque territoriali, unitamente a 7 dollari per ciascuna sezione delle condutture protettive vicine alla battigia. Secondo le stime dei tecnici, il solo progetto del cavo Bifrost di Amazon genererebbe una quota compensativa complessiva di circa 1,45 milioni di dollari spalmati su un arco di venti anni.