Se il mare è di tutti, è anche delle imprese che vogliono trasformarlo in risorsa e ricchezza per il territorio. E’ quello che pensa il presidente di Confindustria Puglia Mario Aprile all’indomani delle mobilitazioni per difendere il litorale pugliese dalle privatizzazioni, da Ostuni a Polignano a mare passando per Bari.

“C’è un'idea sbagliata, quasi un muro immaginario – spiega– che per troppo tempo ha condizionato il dibattito pubblico sulle nostre coste: quella secondo cui da una parte ci sarebbero i cittadini con il loro diritto a godere del mare, e dall’altra le imprese, viste quasi come un occupante o un minaccia per l'ambiente. È ora di abbattere questo muro”.

Sempre più gente reclama la fruizione pubblica della risorsa.

“Il mare e la costa sono un bene comune, un patrimonio identitario che appartiene a tutti noi. Ma sono anche, da sempre, un motore economico potente delle nostre comunità. Queste due anime non sono in contrasto e oggi, in un’epoca in cui la sostenibilità è diventata una vera e propria strategia industriale, possono coesistere con ancora più forza e naturalezza”.

Perché parla di motore economico?