Diritto

La Commissione europea ha inflitto a Google due sanzioni per un totale di 890 milioni di euro, contestando al gruppo statunitense due violazioni distinte del Digital Markets Act (DMA). La prima riguarda il modo in cui Google Search presenta i servizi dell’azienda rispetto a quelli concorrenti; la seconda coinvolge le regole di Google Play che limitano la possibilità, per gli sviluppatori, di indirizzare gli utenti verso offerte esterne e spesso meno costose.

Le decisioni, pubblicate il 23 luglio 2026, chiudono procedimenti aperti nel marzo 2024, poco dopo l’avvio effettivo degli obblighi europei per i grandi operatori digitali.

La Commissione ha quantificato in 460 milioni di euro la sanzione relativa alla ricerca e in 430 milioni quella legata al Play Store: Bruxelles contesta comportamenti precisi, osservati dopo l’entrata in applicazione delle regole riservate ai cosiddetti gatekeeper.

Per capire la portata del provvedimento serve ricordare la sequenza temporale. La Commissione ha designato Alphabet come gatekeeper il 5 settembre 2023 per diversi servizi centrali, tra cui Google Search, Google Play, Google Shopping, Google Maps, YouTube, Chrome e Android. Dal 7 marzo 2024 l’azienda ha dovuto rispettare gli obblighi previsti dagli articoli 5, 6 e 7 del regolamento europeo. Il 25 marzo dello stesso anno Bruxelles ha aperto le indagini formali; il 19 marzo 2025 ha comunicato le conclusioni preliminari, concedendo poi a Google la possibilità di esaminare il fascicolo e presentare le proprie osservazioni.