(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il consiglio direttivo della Bce, al termine dell’odierna riunione di politica monetaria a Francoforte, ha deciso di lasciare il costo del denaro invariato. Il tasso sui depositi rimane dunque al 2,25%. "Le prospettive per i prezzi dell’energia, benché altamente variabili - si legge nel comunicato di fine vertice - si collocano al momento su livelli prossimi allo scenario di base delle proiezioni formulate a giugno dagli esperti dell’Eurosistema e ben al di sopra di quelli registrati prima del conflitto in Medio Oriente. L’incertezza resta elevata e l’impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi appieno". Il Consiglio direttivo "segue pertanto con attenzione l’intensità e la durata dello shock, nonché i suoi effetti indiretti e di secondo impatto. Il Consiglio direttivo si impegna a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine". Con la decisione odierna il Consiglio direttivo "resta in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza causata dal conflitto". I governatori ribadiscono infine che per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, verrà seguito "un approccio guidato dai dati, secondo il quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione".