<p>L’Europa continuerà a crescere relativamente poco.
Ma proprio per questo avrà <strong>bisogno di molto più capitale privato</strong>. È da questa riflessione che si sviluppa l’ultimo rapporto di Kkr dedicato all’Europa a firma di Henry H.
McVey, head of global macro & asset allocation del colosso americano.
A poche settimane dall’apertura del <a href="https://www.milanofinanza.it/news/kkr-sceglie-milano-il-colosso-usa-apre-una-sede-in-italia-dopo-10-miliardi-di-investimenti-tra-enilive-202605280956534782" target="_blank">nuovo ufficio di Kkr a Milano</a>, il <strong>fondo statunitense</strong> individua nell’Italia uno dei mercati con i maggiori margini di sviluppo, soprattutto <strong>nel private credit, nelle assicurazioni e nelle operazioni straordinarie. </strong> </p> <p> </p> <p>Secondo Kkr, infatti, gli <strong>investitori continuano a commettere un errore</strong> di prospettiva: guardare all’Europa come a un blocco omogeneo.
«L’Europa non si muove con un’unica economia e gli investitori non dovrebbero allocare capitale come se lo facesse», osserva McVey.






