Pubblicato il: 23/07/2026 – 14:09
VIBO VALENTIA «Stiamo ipotizzando insieme all’Asp quello che potrebbe essere successo. Molto probabilmente è un batterio che è entrato dall’esterno all’interno della struttura, e quindi stanno facendo le verifiche del caso per capire come interrompere questa catena di contagi». A parlare all’Ansa è Serena Miceli, dirigente della Family Baby School di Tropea, l’asilo frequentato dal piccolo Alessio Pio, il bambino di un anno e mezzo originario di Zungri morto all’ospedale di Catanzaro. La responsabile della struttura aggiunge: «Si parlerebbe in particolare di Clostridium difficile, un batterio che si prende generalmente all’interno delle strutture ospedaliere». Un’ipotesi, quella del batterio, ancora al vaglio degli accertamenti sanitari e investigativi, mentre proseguono le verifiche per ricostruire l’origine dei contagi. «Abbiamo avuto notizia – continua Miceli – dei bambini ricoverati martedì, e già ieri pomeriggio abbiamo scritto all’Asp per chiedere come procedere vista l’insorgenza delle problematiche e abbiamo ricevuto risposta; ieri stesso abbiamo mandato anche la lettera di chiusura delle attività alle famiglie». Riguardo l’intervento di sanificazione messo in campo dalla struttura spiega: «Le scuole normalmente igienizzano quotidianamente con prodotti a base di cloro, che sono quelli previsti per le scuole. Questo tipo di batterio (Clostridium difficile ndr), invece, non si debella con prodotti a base di cloro, ma con prodotti a base di acqua ossigenata, che normalmente non si usano nelle scuole, ma negli ospedali». Per questo, aggiunge, la struttura si è attivata autonomamente: «Ci siamo premurati di contattare lo stesso fornitore che ci fornisce i prodotti di sanificazione quotidiana, per farci pervenire i prodotti che fornisce alle cliniche e agli ospedali, per sanificare la scuola».











