Ha rinunciato al ricorso in Cassazione Franco Iachi Bonvin, il tabaccaio di Pavone Canavese, in provincia di Torino, che la sera del 7 giugno 2019 sparò e uccise un ladro che con alcuni complici aveva rubato un macchinario cambiamonete della sua tabaccheria che si trovava accanto alla sua abitazione. In accordo con i legali, infatti, l’uomo ha ritirato il ricorso e così la condanna a un anno e 8 mesi con pena sospesa è diventata definitiva.
Sette anni fa il caso del tabaccaio aveva occupato le cronache nazionali perché il fatto era avvenuto subito dopo l’approvazione della riforma della legittima difesa voluta dall’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini, diventandone suo malgrado il primo test sul campo. Ma negli anni successivi sono stati numerosi anche i paralleli con la vicenda di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour (Cuneo) condannato pochi giorni fa in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per omicidio volontario, per aver ucciso durante la fuga due rapinatori che il 28 aprile del 2021 si erano introdotti nel suo negozio, ferendo gravemente il terzo.
In realtà le storie, anche processuali, dei due commercianti piemontesi sono molto diverse tra loro, ma portano entrambe a concludere che il destino giudiziario di chi si difende da una rapina è pressoché impossibile da prevedere.










