Una previsione di crescita mondiale, che dalle stime del 3,3% formulate dal Fondo Monetario Internazionale ha rapidamente assunto contorni più incerti a causa della crisi in Medio Oriente e della chiusura dello Stretto di Hormuz, è stata il contesto da cui è partita l’ultima riunione della Cabina di Regia per l’Internazionalizzazione, l’organo incaricato di definire le linee guida e di indirizzo strategico in materia di internazionalizzazione delle imprese. L’incontro, avvenuto il primo luglio presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e co-presieduto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha finalizzato un documento in cui vengono esaminate le geografie dell’export italiano e delineate le priorità del mondo produttivo, messe in relazione con gli strumenti del Sistema Italia per la crescita e l’internazionalizzazione.
Geografie dell’export italiano
Ribadendo l’obiettivo di arrivare a 700 miliardi di export entro il 2027, il documento sottolinea i passi avanti fatti nel 2025 (+3,3% la crescita di valore dell’export rispetto all’ann precedente, con un surplus commerciale pari a 50,7 miliardi di euro), il peso di una specializzazione ad alto valore aggiunto e una capacità di resilienza che è stata evidente anche nella prima parte del 2026.













