Un uomo domanda ad una donna perché non abbia figlie o figli, e se le manchi l’essere madre. Una domanda legittima, che però non è posta in una conversazione privata. Siamo in un dibattito pubblico, alla presentazione di un libro di cronaca sociale e l’interpellata è l’autrice, che è anche conduttrice televisiva, giornalista, donna affermata e autorevole. Anche l’uomo è un volto noto e famoso. Si tratta di Francesca Fagnani e di Gigi Marzullo, il video dello scambio è qui.

Fagnani replica che la domanda non è corretta al giorno d’oggi, che non la farebbe mai ad un’altra donna ma che comunque per gentilezza risponderà. Non è madre, ma, sostiene: “Penso che la maternità si esplica in mille modi diversi: con gli amici, con la famiglia, con la protezione, con i cani”. Marzullo ribatte che non ci sono domande vietate o inopportune, e penso abbia ragione. Nel lavoro giornalistico si devono poter porre tutte le domande possibili, anche quelle ritenute scomode, soprattutto quelle. Ovviamente si deve saperlo fare nel modo giusto, senza aggredire e senza trascendere.

Purtroppo l’occasione è andata perduta, riducendosi in qualche imbarazzo, molte generalizzazioni e pericolose confusioni, invece di affrontare alcuni elementi secondo me fondamentali in quel dibattito. Primo elemento: sarebbe stato utile sottolineare che chiedere ad una donna perché non sia madre ha sempre una traccia, anche non voluta, di colpevolizzazione. Al contrario il desiderio, o la scelta, di paternità è culturalmente e socialmente un dato accessorio del maschile: difficilmente si chiede ad un uomo perché non abbia avuto figli, se li desideri o no. Anche Marzullo non è padre, per esempio, ma a parti invertite non si sarebbe sentito chiedere perché.