Sui megaschermi di Times Square, a New York, ogni 35 minuti compare la fotografia di Wang Wang, una cagnolina randagia torturata e uccisa da quattro ragazzini nel distretto Jiedong, in Cina. I video dei maltrattamenti, registrati dai minori , sono stati pubblicati online causando indignazione in tutto il mondo. Ora le autorità cinesi eliminano post e commenti e invitano l’opinione pubblica a evitare il “cyberbullismo” nei confronti dei quattro.

A fine giugno, a Xinheng Town, nel distretto di Jiedong, nella provincia meridionale cinese del Guangdong, dei video hanno iniziato a circolare tra i social network cinesi. Si vedono quattro ragazzi, tutti sotto i quattordici anni, prima colpire i tre cuccioli della cagnolina con un bastone, per poi dare fuoco a Wang Wang, assistendo alla terribile scena ridendo. Nonostante l’acceso dibattito, le autorità locali hanno annunciato che i responsabili non subiranno alcuna conseguenza penale, ma verranno invece inviati in una non meglio precisata “scuola specializzata“, riporta la BBC.

Pechino si è messa in moto per censurare la maggior parte dei contenuti riguardo l’accaduto, ma sta generando l’effetto opposto. Le autorità hanno chiesto ai cittadini di non diffondere ulteriormente le informazioni sul caso, con lo scopo di tutelare l’identità dei minori coinvolti, ma gli hashtag legati al caso, come #WangWang e #protezionedeglianimali, risultano essere ancora i più cercati dal pubblico social cinese.