Sulle spese della Difesa, precisa che senza sicurezza mancano gli investimenti, la crescita e le risorse per il welfare
Dalla deglobalizzazione alla revisione del sistema Ets, fino al finanziamento della difesa attraverso il programma Safe e al ruolo delle banche centrali in una fase di forte incertezza geopolitica. Lorenzo Bini Smaghi, economista, pres. SG e già membro del consiglio direttivo della Bce, indica ad Adnkronos le priorità per evitare che l'Europa perda competitività mentre cerca di rafforzare la propria autonomia strategica.
Tra nuovi possibili dazi e i conflitti in corso ancora lontani dalla tregua stiamo entrando in una fase di deglobalizzazione permanente?
"Tutte le aziende stanno cercando di rivedere la loro collocazione nella catena globale del valore, per ridurre i rischi di interruzioni dei commerci e di aumenti imprevisti dei prezzi. Ciò non significa necessariamente de-globalizzazione. Tuttavia, la ricerca di una maggiore autonomia strategica comporta, anche per l’Europa, una riorganizzazione della produzione e del commercio. Altrimenti si rischia di subire le decisioni altrui".
Tra protezionismo, transizione energetica e aumento della spesa per la difesa, l’Europa rischia di perdere ulteriore competitività proprio mentre cerca di rafforzare la propria autonomia strategica. Come si può trovare il giusto equilibrio?








