Borsa: Milano maglia nera in Europa cede l'1,7%Maglia nera in Europa per la Borsa di Milano. L'indice Ftse Mib cede l'1,6% a 51.877 punti. A Piazza Affari pesa il forte calo di Stm (-13%), dopo i conti del secondo trimestre e con la guidance sotto le aspettative, e Moncler (-8,2%), nonostante i risultati del primo semestre in crescita. Lo spread tra Btp e Bund è stabile a 83 punti, con il rendimento del decennale italiano al 4,02%. Seduta negativa anche per Unicredit (-2,9%), dopo i conti, e Campari (-1,9%). Male Prysmian (-1,8%) e Nexi (-1,6%). Tra le banche vendite anche su Mps (-1,6%), alle prese con l'opas di Intesa (-1,1%) e la proposta di fusione alla pari di Banco Bpm (-0,06%). Male anche Bper (-1%). Brilla Amplifon (+3,3%) promossa da Citi. Gli analisti hanno alzato la raccomandazione sul titolo a Buy e fissano il target price a 16,50 euro per azione. In rialzo anche Eni (+2,5%), Leonardo (+1,1%) e Inwit (+0,9%).
L’aumento dei prezzi del petrolio riaccende l’inflazione«I mercati - commenta Dec Mullarkey, amministratore delegato della società di gestione patrimoniale SLC Management - vogliono vedere le aziende hyperscale impegnarsi a fondo per conquistare la leadership nell'IA, ma non a un ritmo che comprometta gli utili». Intanto l'aumento dei prezzi del petrolio ha riacceso i timori di inflazione, spingendo i rendimenti dei Treasury a breve termine al top da 17 settimane, poiché gli operatori scommettono che la Fed possa aumentare i tassi di interesse prima del previsto. E oggi c'è attesa per la riunione della Bce la quale dovrebbe mantenerli fermi i tassi d'interesse al 2,25%, anche se potrebbe rialzarli a settembre. Sempre oggi sui mercati asiatici i future sul Brent volano sopra i 95 dollari, mentre gli Stati Uniti stanno inviando ingenti rinforzi e armamenti in Medio Oriente per fornire al presidente Trump opzioni militari più incisive, mentre valuta un eventuale inasprimento del conflitto. Lui stesso ieri ha gettato benzina sul fuoco minacciando di distruggere un ponte o una centrale elettrica, ogni volta che le forze iraniane prenderanno di mira una nave nello Stretto di Hormuz. Anche il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che gli attacchi statunitensi contro l'Iran continueranno finché Teheran non si mostrerà «seria» riguardo ai negoziati. «Restiamo aperti a trovare una soluzione negoziata, ma al momento gli iraniani non sembrano intenzionati a farlo seriamente» ha detto Rubio.











