Firenze, 23 luglio 2026 – “Si ha la memoria cortissima. Berlusconi si faceva vedere in bandana, nel 1994 c'erano esponenti del governo fotografati in costume da bagno. Lyndon Johnson si faceva intervistare seduto sul water: 'Da bravo texano voglio dimostrarvi che non ho problemi di stomaco’, diceva. Tutte figure maschili. Evidentemente, ancora oggi, nonostante anni di battaglie per i diritti, l'idea della parità tra uomini e donne fatica ad affermarsi. Il corpo femminile continua a essere sessualizzato e, culturalmente, permane una sacca di arretratezza".
Così Vincenzo Scalia, sociologo dell'Università di Firenze, legge gli ultimi episodi di cronaca che hanno riportato al centro il tema del sessismo e della violenza verbale contro le donne nello spazio pubblico.
Dalla vicesindaca di Livorno Libera Camici, finita al centro delle polemiche per un paio di pantaloncini indossati durante una conferenza stampa, all'autista di Autolinee Toscane Elisa, minacciata da un passeggero su un autobus a Firenze ("Ringrazia che sei donna e che mi hai risposto gentilmente, sennò oggi ti ammazzavo", si è sentita dire), fino a Valentina Bosello, delegata Cgil e attivista spezzina bersaglio sui social di minacce di stupro per le sue posizioni politiche. Episodi diversi, ma accomunati da un clima che, secondo il sociologo, merita una attenta riflessione. Vincenzo Scalia, sociologo dell’Università di Firenze








