Eseguito un arresto per atti persecutori a Padova: un uomo di 30 anni, già noto alle forze dell’ordine per diversi precedenti, è stato fermato dopo aver nuovamente contattato e tentato di incontrare una giovane donna di 26 anni, nonostante fosse già stato denunciato dalla stessa per i medesimi comportamenti. L’intervento, avvenuto nel pomeriggio di martedì 21 luglio, è stato reso possibile grazie all’attivazione della procedura del Codice Rosso.

La ricostruzione dei fatti: mesi di persecuzioni e paura

Come indicato dal portale ufficiale della Polizia di Stato, la vicenda si è conclusa con l’arresto in flagranza differita di un cittadino italiano residente nella provincia di Belluno. L’uomo, già gravato da numerosi precedenti per reati contro la persona e il patrimonio, tra cui truffa, minaccia aggravata, danneggiamento seguito da incendio e altri episodi di atti persecutori, è stato rintracciato presso un bar del quartiere Altichiero di Padova, dove aveva dato appuntamento alla vittima.L’arresto rappresenta l’epilogo di una vicenda che ha profondamente segnato la vita della giovane donna. Per mesi, la vittima ha subito una crescente e insistente attività persecutoria da parte dell’uomo, che l’ha costretta ad abbandonare la propria abitazione a Cortina d’Ampezzo, a trasferirsi temporaneamente dai genitori a Padova e infine a rassegnare le dimissioni dal proprio lavoro, vivendo nel costante timore di essere nuovamente raggiunta.L’uomo, originario della provincia di Belluno, era già noto alle forze dell’ordine per numerosi reati contro la persona e il patrimonio, tra cui truffa, minaccia aggravata, danneggiamento seguito da incendio e ulteriori episodi di minacce aggravate commesse anche con l’uso di armi nei confronti di familiari. Gli investigatori hanno accertato che il soggetto era stato denunciato per atti persecutori già nell’ottobre 2025 nei confronti di un’altra giovane donna dello stesso nucleo familiare della vittima e nuovamente dalla stessa 26enne nel marzo scorso.L’episodio decisivo: la richiesta di aiuto e l’arresto